Haifa, My Longing | Haifa Blues | Talhamiyeh

Creativity

Nathalie Handal

Haifa, My Longing

I miss the
long unbroken
body of morning,
giving ourselves
to the lightness of
its Mediterranean breeze
as if it were
all that love
couldn’t be,
and the stillness
of our wings
of the sea around us
and the sheets loosely
covering us
knew my heart
was yours
but I didn’t utter a beat,
perhaps I thought
what you needed most
was my silence,
perhaps I was wrong?/td>

Haifa, il mio desiderio

Mi manca il
lungo ininterrotto
corpo del mattino,
il concedersi
alla leggerezza della
sua brezza mediterranea
come se fosse
tutto ciò che l’amore
non potrebbe essere,
e l’immobilità
delle nostre ali
del mare intorno a noi
e le lenzuola che appena
ci coprono
sapevano che il mio cuore
era tuo
ma non rivelavo neppure un battito,
forse pensavo
che ciò di cui avevi più bisogno
era il mio silenzio,
avevo forse torto?

Haifa Blues

I’ve known you most of my life
but my voice couldn’t reach you

and here we are together again,
neither of us moving

your breath on my back,
the sun darkening the room we sleep in

the blue wrapping us together
as if it’s our last chance together

perhaps the human noise we make
will save us

perhaps time is against us
and there is too much to feel

perhaps I don’t have enough
of the Arabic language to say–

With you, I never see an end
I would like to believe this love

doesn’t lessen our chance
to be this city together

after all–
the key to the sea is in the heart

but I don’t think we realized
love is no slight thing

Haifa Blues

Ti conosco da gran parte della vita
ma la mia voce non ti ha raggiunto

ed eccoci qui ancora insieme,
entrambi immobili

il tuo respiro sulla mia schiena,
il sole che oscura la stanza in cui dormiamo

l’azzurro che ci avvolge insieme
come se fosse la nostra ultima possibilità insieme

forse l’umano rumore che facciamo
ci salverà

forse il tempo è contro di noi
e c’è troppo da sentire

forse non conosco abbastanza
la lingua araba per dire–

Con te, non vedo mai la fine
vorrei credere che questo amore

non diminuisca la possibilità
di essere questa città insieme

dopo tutto–
la chiave per il mare è nel cuore

ma non penso che abbiamo capito
che l’amore non è cosa da poco

Talhamiyeh

I heard
I’m an Armenian
who believes that stars
are the pieces of lightening
history left to space,
I heard
I have Roman blood
and my brother is Turkish
and Greek,
I heard
my heart is
by the Mosque of Omar
by the Nativity
beside a talisman
and an old man
without teeth or keys,
I heard
my poems turned into stones
with Aramaic letters,
I heard
that here
invaders push natives aside
natives hand their names to trees
and trees rehearse the verses
freedom left,
I heard
I was a house
made of Mediterranean light
except I only heard this in Springtime
and Spring might not exist here anymore—
they took all of our trees—
perhaps Jesus can explain what happened
or perhaps all I need to remember
is that
I heard—but this I know—
I’m an Arab,
the seven quarters
of the old city
has left me seven keys
so I can always enter.

Talhamiyeh

Ho sentito
che sono un’armena
che crede che le stelle
siano pezzi di lampi
che la Storia ha lasciato nello spazio,
ho sentito
che ho sangue romano
e mio fratello è turco
e greco,
ho sentito
che il mio cuore è
presso la Moschea di Omar
presso la Natività
accanto a un talisman
e a un vecchio
senza denti o chiavi,
ho sentito
le mie poesie trasformate in pietre
con caratteri aramaici,
ho sentito
che qui
gli invasori spingono via i nativi
e i nativi passano i loro nomi agli alberi
e che gli alberi provano i versi
lasciati dalla libertà,
ho sentito
che sono stata una casa
fatta di luce mediterranea
ma l’ho sentito solo in primavera
e qui la primavera potrebbe non esserci più –
hanno portato via tutti gli alberi –
forse Gesù potrebbe spiegare cos’è successo
o forse ho bisogno di ricordare
solo quello
ho sentito– ma questo lo so –
che sono araba,
i sette quartieri
della città vecchia
mi hanno lasciato sette chiavi
così posso sempre entrare.

Translated by Andrea Sirotti

Nathalie Handal

Nathalie Handal

Nathalie Handal's most recent books include the flash collection The Republics, lauded as “one of the most inventive books by one of today’s most diverse writers”; The Invisible Star; the critically acclaimed Poet in Andalucía; and Love and Strange Horses, winner of the Gold Medal Independent Publisher Book Award, which the New York Times says is “a book that trembles with belonging (and longing).” Handal is a Lannan Foundation Fellow, Centro Andaluz de las Letras Fellow, Fondazione di Venezia Fellow, winner of the Alejo Zuloaga Order in Literature, among other honors. Based in New York City and Paris, she is a professor at Columbia University and writes the literary travel column The City and the Writer for Words without Borders.

www.nathaliehandal.com
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