La Fontana Maggiore | Piero della Francesca | Rimpianto

Creativity

Elvira Lato

Si secca d’estate l’erba
così verde a primavera
diviene quasi una stoppa.
Ce ne stiamo dimenticando
sempre avidi di prati verdeggianti
di fiori variopinti
spazi smaglianti.

E’ bastata una tenera piantina
i fiori ancora in boccio
le punte appena lilla
lo stelo ritto gramo
grato dello spazio

Nel campo arso è bastato
quel tocco prisco a lanciare
lo sguardo tutt’intorno
e cogliere il ventaglio
sottile sotteso ad ogni tratto.
L’essenza   libera    assoluta
– la beltà

La Fontana Maggiore

Immersa nel buio della nebbia
dall’alto svaniva ogni dintorno
e in gioire nivea esultava
l’esistere calata in quella piazza
come un pensiero caro
a lungo trattenuto che piano
d’improvviso chiaro si dichiara.

Ogni minuto tratto del suo spazio
– d’amore spasmo e d’intelletto-
pulsava a pieno la semplice
ieratica bellezza

 

Se solo un giorno
intero riuscissimo
di grazia a rimirar
toccando con rispetto
ogni oggetto del viver
quotidiano ogni minimo
gesto regolato

saremmo invasi quieti
da un amoroso incanto
rapito ne l’eterno

 

Piero della Francesca

Lo immagino pensoso
sospeso oltre ogni indugio
raccolto nel colore
cifrato dallo spazio

Un uomo, tramite a
raccogliere il puro
del profano fluente
bianco opaco

E tutto l’esser suo lì
che trepida l’inizio

 

Rimpianto

Sarebbe bastato infilarsi cosciente
tra i raggi sfilati nell’eterno
del suo sguardo. O plasmarsi
alla postura vigile e ieratica
ampliata dai volti dei due angeli.

Era lì, lo è ancora, da secoli
tenuta in una stanza
oscura assorta nel silenzio –
la Madonna del Parto :
il punto e l’eterno